Il ricordo di Sandro Pertini all'ITES

Il ricordo di Sandro Pertini all'ITES

Si è svolto il 25 febbraio, prima presso l’auditorium dell’ITES “Pertini”, poi  presso la biblioteca comunale, l’incontro promosso dall’ANPI Turi e patrocinato dal Comune,  denominato “Quell’uomo chiamato Pertini”. 
Tale iniziativa, finalizzata a promuovere la conoscenza del settimo presidente della Repubblica Italiana, è stata rivolta alle classi quarte e quinte dell’istituto tecnico che è intitolato proprio a Sandro Pertini. L’incontro è iniziato con una introduzione curata dal vicario prof. Buonaccino D’Addiego ed è proseguito con la proiezione di un video che presentava alcuni dei momenti salienti della vita di Pertini. Successivamente alcuni studenti della scuola, preparati dai docenti Buonaccino, Compagnone, Favia, Natale, Palmisano e Parisi, si sono alternati sul palco riportando alcune delle citazioni più famose del presidente e tracciando la sua mappa dei valori. Hanno preso la parola Valeria Zita e sua madre, la sig.ra Zita Lucia, che ha ricordato la storica visita di Sandro Pertini a Turi in occasione dell’attribuzione della cittadinanza onoraria. Il ricordo è stato poi affidato alle parole dell’ex onorevole  Rosaria Lopedote, che ha delineato la figura del giovane Sandro a partire dai tempi del liceo fino alla conclusione del periodo della resistenza; in seguito il professor Cesare Preti ha tracciato il ritratto dell’uomo nel settennato in cui è stato Presidente della Repubblica e ,infine, è stata la volta dello storico Mario Gianfrate che ha spiegato il messaggio che Pertini ha tramandato ai giovani.
Sicuramente non casuale è stata la scelta del titolo dell’incontro, perché Pertini è stato senza dubbio un ‘uomo’ nell’accezione  più nobile del termine; onesto, semplice, dotato di uno straordinario rigore morale, ha contribuito negli anni a diffondere i valori della giustizia sociale e della libertà.  Nonostante il contributo dato alla società, la sua figura è poco celebrata. Proprio questa consapevolezza rende ancora più importante la valenza formativa di questo incontro che ha tracciato l’immagine di un uomo fortemente attaccato ai valori della Resistenza; per lui il Fascismo era sinonimo di morte della dignità umana. Ha combattuto incrollabilmente in nome dei suoi ideali e ha pagato la sua determinazione con anni di galera e di esilio. Dal 1930 al 1932 è stato detenuto nel carcere di Turi, dove ha conosciuto Antonio Gramsci del quale è diventato amico e confidente. Sebbene malato ha rifiutato di piegarsi al regime fascista che lo aveva condannato e quando sua madre, preoccupata per le precarie condizioni di salute in cui versava il figlio, scrisse una domanda di grazia, si dissociò pubblicamente ed ebbe parole molto dure anche per la sua genitrice.
Superate le due Guerre Mondiali continuò la sua militanza politica e nel 1978, alla sedicesima votazione, fu eletto Presidente della Repubblica in forma pressoché plebiscitaria: 832 voti su 995. Di lui Indro Montanelli, di idee politiche molto distanti, disse che non era necessario essere socialisti per amare Pertini, qualsiasi cosa lui facesse odorava di pulizia. Viene ricordato come il Presidente più amato dal popolo italiano.
 

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